NIENTE PAURA: QUI SIETE AL SICURO!
Come avrete certamente potuto constatare, anche questo piccolo blog aderisce alla campagna "M'illumino di meno" lanciata da Caterpillar (qui il link che spiega tutto). Ha aderito mezzo mondo, anche se il mio personale premio quest'anno va all'amica Elena di Comida de Mama, per la sua ricetta "a basso dispendio energetico" (la trovate qui). La nostra adesione è convinta e totale, infatti possiamo certificare che pochissima energia (elettrica e mentale) viene spesa per l'aggiornamento di questa pagina. Lo si fa senza rimpianti per quanto riguarda l'energia elettrica (spegni quella luce in bagno, tesoro!), mentre ci si impegnerà fin d'ora a utilizzare un po' più di energie mentali anche da queste parti (non per nulla, nei fumetti, le idee sono sempre lampadine che si accendono!). Ora, coerentemente, spengo.
È originario della Mongolia l'ispettore-talpa del Fondo monetario inviato per un esame urgente della situazione italiana. Rigor Khan – lontano discendente di Gengis – non sa molto dell'Italia (finora era responsabile del desk Burkina Faso), ma proprio per questo è stato scelto dal nuovo capo del Fondo, Dominique Strauss-Khan (nessuna parentela), per questa insolita missione.
Abbiamo bisogno di uno sguardo vergine sulla situazione italiana, deve aver pensato il Managing Director. All'insaputa della missione ufficiale in arrivo, l'astuto Dominique ha voluto inviare un "ispettore parallelo". Gli "italiologi" del Fondo, quelli che hanno lunghe consuetudini e fitti commerci con le italiche vicende rischiano di essere vittime della "sindrome di Stoccolma", di considerare normale, forse perfino amabile, quel luciferino e intricato sviluppo di conti pubblici e conti politici, eccellenze e impudicizie, precarietà e protezioni, lacciuoli e anarchie che formano il nexus politico-economico della Penisola.
Il bravo Rigor è scrupoloso, e appena arrivato ha voluto mettere alla prova la sua "full immersion" nella lingua di Dante (due settimane in Toscana, nove ore al giorno di lezioni, generosamente pagate dal Fondo), prendendo un taxi a Fiumicino e attaccando discorso col tassista: non mi interessa quello che mi dicono i ministri, io voglio sentire la verità dalla bocca del Popolo, deve aver pensato.
Il tassista stava ascoltando una trasmissione di pareri radiofonici sulla crisi politica, e a un certo punto si è messo a urlare: «Andate a casa, andate a casa!». Scusi, gli dice Rigor, chi è che deve andare a casa? Il Governo, risponde il tassista, non ha più la maggioranza. Perché, insiste Rigor, ha governato male? No, perché Mastella non lo appoggia più. Perché non lo appoggia più? Perché gli hanno arrestato la moglie.
Rigor si appunta il fatto nel taccuino, anche se questo primo brandello d'informazione lo lascia perplesso. Ma persevera: chi l'ha fatta arrestare, il Governo? No, i magistrati. Allora, cosa c'entra il Governo? Ah, non lo so, ma il Governo deve andare a casa. Questo "pensiero unico" del Governo che deve andare a casa è interessante, annota Rigor.
Il tassista, forse intuendo che il suo cliente non è un discepolo del "pensiero unico", lo apostrofa: perché, lei non pensa che il Governo debba andare a casa? Mah, io sono appena arrivato, risponde Rigor, cerco di capire; sui giornali c'era scritto che il Governo ha avuto la fiducia alla Camera. Sì, ma al Senato non ha la maggioranza, esclama il tassista. Rigor si gratta la testa; in Burkina Faso c'è una sola Camera e questi problemi non si pongono. Ma c'è una cosa che lo intriga: come è possibile che ci sia una maggioranza alla Camera e una diversa al Senato? È la legge elettorale, risponde il tassista. Ma allora non è meglio cambiare questa legge elettorale? Qui il tassista è d'accordo e può dare un'informazione piccante: sa come l'ha definita quello che l'ha fatta? Una "porcata". Ma allora perché l'ha fatta? Ah, non lo so, risponde il tassista.
A Rigor comincia a girare la testa, ma gli è stata affidata una missione e non bisogna arrendersi di fronte alle prime difficoltà. Allora, continua, se il Governo va a casa, poi chi governa? Bisogna andare alle elezioni!, tuona il tassista. Ma non mi ha appena detto che la legge elettorale è una porcata?, chiede l'ingenuo Rigor. Sì, ma poi la cambiano quelli nuovi. E quelli nuovi chi saranno? Saranno quelli vecchi, quelli che c'erano prima. Ma le legge elettorale chi l'ha fatta? L'avevano fatta loro. E allora perché dovrebbero cambiarla? Perché è una porcata. Ma se è una porcata perché bisogna andare a votare con quella?
La pressione intellettuale della conversazione comincia a essere troppo intensa per chi deve anche guidare nel traffico romano, e il tassista ripiega sulle antiche certezze: in ogni caso il Governo deve andare a casa! E poi, aggiunge, l'economia va male; ci hanno aumentato le tariffe ma non basta, la benzina aumenta troppo, ci vuole un Governo diverso, col Governo di prima la benzina costava meno, e non c'era la spazzatura nelle strade – ha visto Napoli? Rigor non sa molto della microeconomia italiana ma sa qualcosa della macro; sfoglia il taccuino dove aveva appuntato un po' di cifre: veramente – dice – nella legislatura precedente l'economia non è andata bene, è stato il quinquennio di crescita più lenta del dopoguerra. Ma il tassista insiste sul micro: e le strade son piene di buche, l'altro giorno ho rotto un ammortizzatore…
Rigor cerca di riordinare le idee e si ripassa mentalmente gli ultimi dati: l'economia rallenta, i mercati sono turbolenti ma i conti pubblici migliorano. Sia le cose che vanno bene che quelle che vanno male richiedono stabilità, ma in Italia le vicende della moglie di Mastella sembrano più importanti dell'economia, dei mercati e dei conti. Fa un ultimo tentativo di sondare il Popolo: ma lei non pensa che se si va a votare di nuovo con questa legge elettorale ci sarà di nuovo un Governo che fa fatica a governare? Devono andare a casa!, urla di nuovo il tassista monocorde. Rigor sospira: «Mi riporti a Fiumicino».
F. Galimberti (Sole 24 Ore - 25.1.08)
Esiste, e l'ho trovato, un professore universitario che "spiega" il jazz. Visitando il CSU Bakersfield Music Department Home potreste capitare sulla pagina del prof. Jim Scully che propone agli studenti una sua personale e gustosissima play list (mp3 file) che vi consiglio.
(mi si vede poco sul blog, ma quando passo vi faccio dei bei regali, neh..)
Il Buongiorno di Gramellini sulla Stampa è da un bel po' il mio unguento preferito per le ferite da ufficio. Oggi ve lo riporto pari pari, perchè è una perla.
"Politicacchiamente corretto
Gentile collega che da oltre un’ora mediti davanti alla macchinetta del caffè nel legittimo espletamento delle tue esigenze di ristoro, ti rallegrerà sapere che la Cassazione ha condannato il capufficio che si era rivolto a un suo dipendente afflitto da stanchezza esistenziale con l’interrogativo amletico-romanesco: «Ma tu che cacchio ce stai a fa qua dentro?»
Un sopruso inaccettabile, che viola la privacy e la Convenzione dei Diritti dell'Uomo, di ogni Uomo, a farsi i fatti propri senza renderne conto a nessuno. L’unica legge applicata in modo ferreo nel nostro Paese, il più permaloso del mondo, dove tutti adempiono al sacrosanto dovere di criticare chi li sta criticando e di pretendere dagli altri quel rispetto che non sono capaci di darsi da soli.
Gentile collega che hai infine bevuto il caffè e sei tornato al tuo posto per controllare il listino della Borsa e la classifica della serie A, telefonare alla moglie e mandare una mail alla fidanzata, spero non troverai troppo invadente la richiesta di dare una rapida occhiata alla pratica che giace svenuta sul tuo tavolo da ieri mattina. Oso augurarmi che riuscirai persino a inserirla fra i tuoi numerosi impegni, sempre e solo a condizione che questa ipotesi non offenda la tua suscettibilità. Nel pieno rispetto dei valori democratici e antifascisti che sono alla base della convivenza civile. E che cacchio. "
Al professor Mario Renato Capecchi l'aria di Verona deve essere rimasta almeno nel sangue. Anche se «in questa città ci è nato per un accidente,
settant'anni fa, tanto che l'italiano nemmeno lo conosce». Veronese di nascita, ma americano di adozione e di cittadinanza. Aveva solo cinque anni quando
Venne affidato ad una famiglia sudtirolese, che lo cacciò di casa dopo un anno. Il bimbo iniziò a vagabondare senza metà, tornò in una Verona insanguinata dalla guerra, venne poi accolto in un ospedale di Reggio Emilia dove la madre, liberata, lo ritrovò nel '45, malato e denutrito. Se ne andarono a Napoli e si imbarcarono per gli Stati Uniti. Era il 1946 quando si chiudeva la breve parentesi italiana del professor Mario Capecchi. Una parentesi che si riaprì quasi cinquant'anni dopo.
Le sue ricerche quattro anni fa lo hanno riportato nella "sua" Verona. Che non conosceva. «Ma di cui si è subito innamorato», racconta il professor Pignatti, che in quei pochi giorni ha "scortato" Capecchi.
«Una persona disponibile e aperta, che non si dava aree. Al mattino andava a correre lungo l'Adige, perché è un gran sportivo che ama la natura - ricorda - e poi ha visitato l'Arena e
Qui a Verona gli vogliono dare le chiavi della città. Per uno che lavora tutti i giorni con le chiavi del DNA e che si va a prendere il Nobel a Stoccolma, mi sembra una inutile liturgia. E' troppo chiedere invece una borsa di ricerca in più?
Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna (Albert Einstein).
Sono stato colpito da come hanno comunicato la notizia: "Joe Zawinul was born in Earth time on 07 July 1932 and was born in Eternity time on 11 September, 2007. He, and his music, will continue to inspire!"
Per me, tutto si spiega ascoltando (in qualunque versione la troviate) la magica Birdland .
Additivi e coloranti, contenuti in bibite e merendine, possono provocare iperreattività e deficit dell'attenzione nei bambini. Lo ha appena dimostrato uno studio commissionato dall'agenzia britannica che vigila sui cibi (Fsa) all'Università di Southampton e pubblicato sulla rivista Lancet. Adesso Bruxelles vuole vederci chiaro e ha incaricato l'authority europea per la sicurezza alimentare, che ha sede a Parma, di esaminare il caso. Secondo i ricercatori inglesi, la serie E dei numeri che identificano appunto coloranti (come il giallo E110 e E104 o il rosso E129) oppure conservanti come il sodio benzoato (E121), tutte sostanze presenti anche in gelati, caramelle, chewing-gum, possono avere effetti negativi sulla salute di molti bambini e non soltanto di quelli che già soffrono della cosiddetta Adhd (la sindrome da deficit di attenzione e iperreattività).
(dal Corriere.it del 07 settembre 2007)
Comincio a spiegarmi alcune cose...
STAY HUNGRY
STAY FOOLISH
Pur essendo uno slogan che torna sempre utile, me lo sono messo sul desktop a imperitura memoria. Per ora non ho particolari problemi sulla parte che riguarda il "rimanere insensato...".
Auguri a tutti. Sinceri.
Arrivare a questo Natale tra malattie di bimbe, impegni lavorativi e notti insonni è stato abbastanza complicato. Ora ci si regalano due settimane di ferie che dovrebbero riconciliarci con la vita e le sue meraviglie.
E celebrare la vita è "fare Natale", giusto?